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Pienza e dintorni

Pienza

Pienza è al centro del Parco Artistico e Naturale della Valdorcia, è Città Unesco dall'anno 1996 ed è considerata dagli storici dell'architettura italiana ed europea la 'Città Ideale' di Pio II, un esempio compiuto di urbanistica rinascimentale.

 

Nel suo territorio si colloca Monticchiello, un esempio ben conservato di architettura medioevale, un castello sopravvissuto alla modernità, antico centro fondato dai Cavalieri Teutonici, divenuto presto una roccaforte della Repubblica senese sul confine della Val d'Orcia.

Pienza √®  la piccola citt√† dell'Umanesimo italiano, nata dalla committenza di un grande umanista nato qui, Enea Silvio Piccolomini, divenuto papa nella seconda met√† del Quattrocento. Da Leon Battista, al Rossellino, ai migliori pittori della scuola senese, hanno lavorato qui alla realizzazione della ' citt√† di Pio ', Pienza.

Oggi mèta di viaggiatori e di studiosi dell'Umanesimo, Pienza rappresenta il cuore della Val d'Orcia, una terra di confine dell'antica Repubblica, dove il rapporto fra architettura, paesaggio, astronomia, ha dato un risultato unico nel suo genere.

Trattando la storia di Pienza, oggi gli studiosi parlano di 'architettura calendaristica'. Gli studi pi√Ļ recenti di un professore tedesco, Jan Pieper, hanno infatti dimostrato che l'architettura della cittadina ha un rapporto diretto con le stelle.

La  sua progettazione √® stata realizzata ricercando un legame stretto con l'astronomia e il calendario cristiano allora in vigore. Pienza √® la ' citt√†-utopia' dell'evo moderno. E' lo stesso papa  a spiegare nei Commentarii l'importanza del paesaggio nella costruzione di Pienza. Oggi il progetto di Parco artistico e naturale della Valdorcia ha inteso, almeno in parte, conservare questo equilibrio originario. Affacciandosi sul balcone pientino si pu√≤ comprendere con facilit√† questa idea-progetto. Attorno a Pienza, oltre a Monticchiello, anche San Quirico d' Orcia, Bagno Vignoni, Montalcino, Radicofani, Rocca d'Orcia, S. Antimo, animano il Parco di grandi attrattive storiche, artistiche paesaggistiche. In questo spazio si pu√≤ sperimentare una straordinaria esperienza di conoscenza e una elevata qualit√† della vita.

Val d' Orcia

Il paesaggio della Valdorcia è parte delle celebri Crete Senesi, una estensione argillosa che da Siena giunge fino al Monte Amiata. Per il suo pregio paesaggistico la Valdorcia è entrata a far parte dell 'UNESCO nel 2004.

Questo paesaggio √® stato rimodellato nei secoli dagli agricoltori e conserva tutt'ora aree non coltivate dove emergono i 'calanchi' ed i 'mammelloni' che danno al paesaggio un aspetto lunare. Questo paesaggio √® stato descritto a partire dal Seicento dai viaggiatori del Grand Tour, che restavano affascinati e talvolta turbati dall'aspetto solitario di questo  paesaggio. Andando da Pienza a Radicofani, passando per Contignano, si pu√≤ ancora osservare questo paesaggio dele Crete e le celebri 'balze' che ispirarono gli scrittori romantici inglesi, francesi e tedeschi in viaggio verso Roma sulla Romea. Questo territorio delle Crete √® popolato fin dal Cinquecento dai caratteristici 'poderi', case coloniche poste al centro di terreni coltivati o a pascolo, sede un tempo della famiglia mezzadrile. Oggi i poderi sono stati recuperati e in gran parte sono sede di aziende agrituristiche. Il paesaggio delle Crete muta colore quattro volte all'anno,dal verde primaverile con le sue fioriture, al giallo dei cereali maturi in estate, al marrone delle arature autunnali, al bianco dell'innevamento invernale. Per questo motivo √® oggi anche molto amato dai fotografi d'arte e dai pittori. Da Pienza a Monticchiello, seguendo l'antica strada di Lucignanello, si percorre un paesaggio ancora ben conservato che ricorda molto quello riportato nelle loro tavole  dai pittori senesi del Trecento e del Quattrocento, da Ambrogio Lorenzetti a Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta. Nelle Crete √® diffuso il cipresso, pianta tradizionale toscana, che trova nelle Crete il terreno ideale per la sua vegetazione. Molto diffusa oggi √® anche la coltura dell'olivo biologico, specie nelle colline pi√Ļ elevate e della vite,  che produce vini rinomati (Orcia DOC). 


I Musei di Pienza 

Ecco come passare il tempo, aggirandosi nella nostra città :il Museo Diocesano a Pienza, il Palazzo Piccolomini, La Cripta e il Labirinto della Cattedrale, il Tetrapotos Museum di Monticchiello.

Nel primo troverete i tesori di Pio II con il celebre 'Piviale' intessuto in filigrana dorata, i grandi pittori della scuola senese, l'arte rinascimentale nella pittura, l'oreficeria della Cattedrale. Nel secondo potrete aggirarvi nella sede della Corte pontificia piccolominea, nella sala d'armi,nella biblioteca, nel loggiato panoramico che si affaccia sul giardino pensile all'italiana.
Nel terzo  vedrete come √® nata la cattedrale e potrete perdevi e ritrovarvi nelle sua antiche viscere, un labirinto di rara suggestione, che porta impressa la vicenda dei restauri della chiesa di Pio II.
A Monticchiello ecco invece il museo delle 'radici'...ovvero tutti i testi e le immagini del Teatro Tradizionale Popolare Toscano,di cui il Teatro Povero di Monticchiello è parte e custode ad un tempo.
Un percorso che vi aiuterà a divenire parte attiva della città e a comprenderne la natura. I quattro musei che vi avviano alla immersione nella storia e nell'immaginario di Pienza e della Valdorcia vi aspettano.La loro fama non vi deluderà.


Tradizione e Folklore


Le 6 Contrade

Fiera del Cacio

Prima domenica di Settembre 

Questa Fiera nacque ufficialmente per iniziativa del primo Presidente della Pro Loco Dario Formichi, maestro elementare e personaggio di spicco della cittadina.

Nelle prime manifestazioni si mirava a creare il movimento turistico che a Pienza non era ancora di massa come oggi. Si prese a giocare al Cacio al Fuso fra i quartieri pientini e anche  con la 'Briscola Gigante' in piazza,con carte giganti, usanza poi passata di moda. Inizialmente si faceva sfilare anche un corteo di bambini e adolescenti variamente vestiti  da topini con forme di cartapesta sul tema della festa e anche carri veri e propri sfilavano in corteo. Allora i caseifici non erano molti e si produceva ancora in certi casi il pecorino nei poderi. Il 'Cacio di Pienza' √® il 'caseolus' antico, cio√® la forma piccola delle Crete, commercializzata a Pienza fin dall' antichit√† nelle Fiera di San Matteo. La Fiera del Cacio ha sviluppato in senso tematico un aspetto dell'antica Fiera, forse il pi√Ļ importante dopo il mercato del bestiame. Nei decenni questa festa ha conosciuto una evoluzione che l'ha arricchita di eventi ed √® divenuta un appuntamento sia per i pientini e per i rioni che l'organizzano con la Pro Loco, sia per i turisti che per i visitatori. Nel territorio pientino vi sono oggi una decina di caseifici che producono pecorino di alta qualit√†, celebre nel mondo. Del resto gi√† nella fine dell'Ottocento il Cacio di Pienza arriv√≤ all'exp√≤ di Parigi e in America. Ancora oggi √® cos√¨.

Marchiatura del Cacio

Pienza e i Fiori

Prime due settimane di Maggio


'Pienza e fiori' nacque tanti anni fa grazie alla collaborazione di un grande vivaista di origine pientina, il prof Sirio Mangiavacchi, che dedicò molto delle sue risorse e della sua inventiva a questa festa, coinvolgendo il Comune di Firenze e altri suoi colleghi.
L'obiettivo era quello di creare una mostra-mercato di alta qualit√†, che valorizzasse l'architettura della Piazza Pio II e del Palazzo papale, esaltando il carattere floreale classicheggiante gi√† presente negli stilemi architettonici. Si scrisse allora che 'Pienza e i fiori' avrebbe dovuto essere la festa canonica di Primavera, una sorta di tripudio floreale che fosse un inno all'arrivo della bella stagione, dei nuovi frutti, un rito floreale propiziatiorio dell'anno agrario, che avrebbe trovato la sua corrispondenza successiva nella tradizionale festa cristiana del Corpus Domini, con la sua Processione della Fiorata. Cos√¨ √® stato per decenni. Oggi con rinnovata carica artistica e motivazione estetica, Pienza e i Fiori si √® arricchita di nuovi episodi e di nuove iniziative che ne fanno una delle feste pi√Ļ importanti della cittadina. Il carattere della manifestazione √® ormai regionale e molti vivaisti locali e delle province toscane accorrono a una festa divenuta famosa in Italia e all'estero. Alla organizzazione di questa festa partecipa da anni anche il Centro Commerciale Naturale Citt√† di Pienza, che ha contribuito a migliorala e a promuoverla.

L'Assunta   

14/15 Agosto 

La notte del 14 agosto è nota da secoli come la notte dei fuochi. Quando i poderi erano ancora popolati di mezzadri si usava accendere in ogni aia un grande falò per aspettare Ferragosto e la sera si venerava nella Cattedrale l'Assunta dipinta dal Vecchietta nel suo capolavoro commissionato da Pio II.

Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta era nato in Valdorcia, era coetaneo di Enea Silvio Piccolomini e nelle sue opere si intravedono spesso le Crete della valle. Nella Festa dell' Assunta si fa fasta con fuochi pirotecnici e con iniziative collaterali (Mostra dei Cortili Aperti) e nel Duomo si tengono celebrazioni liturgiche e iniziative cultuali legati alla storia di Pienza e della sua arte. La Piazza √® illuminata a Festa e la Cattedrale √® aperta insieme alle Gallerie del Labirinto sottostante la Chiesa Inferiore (Cripta) nell'occasione visitata da tutti i cittadini. La Festa dell'Assunta √® tornata ad essere sentita dai pientini come una cadenza festiva vera, un'ocasione di incontro e di ritrovo della comunit√†, aperta ai turisti e ai visitatori pi√Ļ fedeli di Pienza. I negozi e i Musei in questa occasione sono aperti anche di notte e vengono organizzate guide ed eventi speciali, La 'notte dell' Assunta' a Pienza √® la notte dei fuochi esteriori e interiori, tutta da vivere.

Corsa di Pio - Rievocazione Rinascimentale 

Terza domenica di Settembre 

La Pro Loco di Pienza ha lanciato nel 2010 una nuova iniziativa popolare sportiva, ma di antica tradizione.La Corsa di Pio II infatti, nata a Pienza  come la'corsa dell'oca' √® una podistica rievocativa che ricorda la corsa organizzata e voluta da Pio II il 21 settembre 1459, in occasione  della Fiera di San Matteo, giorno in cui il Pontefice volle visitare la sua citt√† appena finita di essere costruita. In quel tempo furono organizzati vari giochi a Pienza, come il palio alla lunga di  cavalli e somari e corse podistiche di adulti e di bambini. Il papa ci fornisce una dettagliata cronaca di quanto accadde allora. Oggi con questa iniziativa si intende rievocare la corsa descritta con entusiasmo da Pio II e rinnovare la partecipazione degli abitanti. La corsa infatti √® riservata ai pientini e ai ' forestieri' in due categorie separate e premia i vincitori con un'oca di ceramica. Negli ultimi anni, in collaborazione con tante associazioni pientine, la Festa √® arricchita da rievocazioni rinascimentali con costumi d'epoca, spettacoli, musica e prelibati piatti rinascimentali che potranno essere acquistati con la moneta coniata per l'occasione: il piorino!


I mercatini nell'arte 

Ponte dell' 8 Dicembre 

Pienza durante le feste natalizie si veste di luci, odori e sapori che non potranno lasciarvi indifferenti.
Una atmosfera magica avvolge l'intera città. Nei giorni intorno all'Immacolata nel centro storico si allestiscono i Mercatini di Natale con tante idee per I Vostri regali natalizi. Il tutto è arricchito da spettacoli itineranti, musica, concerti e intrattenimento per bambini. Negli ultimi anni viene organizzato anche il contest #ILOVEPIENZA ( si scatta una foto sulla panchina addobbata per l'occasione in Via del Bacio e si pubblica su Istangram).Assolutamente da non perdere!

Gioco del Panforte 

26/30 Dicembre 

Si tratta di un gioco antico quanto il dolce tradizionale senese. Non sono pochi i documenti che nei secoli passati a partire dal Duecento, parlano di questo prelibato dolce fatto con pasta di mandorle e miele e altri ingredienti locali. Noto fin dal Medioevo in Italia e nelle città europee, era spesso usato come omaggio per gli ospiti celebri e offerto loro in dono.
A Pienza si produceva anche in casa, poi nelle pasticcerie artigiane. A partire dagli anni Novanta è nato un torneo pientino e valdorciano chiamato 'Gioco popolare del Panforte' organizzato da una Compagnia locale, che coinvolge la Pro Loco e associazioni pientine di varia natura. Prima ancora si giocava il panforte in casa e in tutti i caffè e nelle osterie. Al Torneo partecipano lanciatori di tutta la Valdorcia e si protrae nelle giornate festive fra Natale e Capodanno. Per la Befana si gioca il Torneo dei Bambini e un quadrangolare a carattere toscano, Il Gioco del Panforte appassiona molto perchè riscopre in in ogni gruppo sociale la tradizione e l'identità locale, oltre a trasmettere entusiasmo, socialità e desiderio di riscoperta del suo valore ludico. Alla squadra vincitrice viene assegnato un trofeo fino ad oggi prodotto dal Ferrobattuto artistico Biagiotti di Pienza che illustra un tema caro alla Comunità.Grande è la partecipazione popolare.


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